MENARINIBUS: IL PRIMO BUS ELETTRICO MADE IN ITALY

Gennaio 5, 20221 min


IL 12 METRI FULL ELECTRIC

Si chiama Menarinibus Citymood 12e ed è il primo bus elettrico made in italy. Presentato a Bologna, il nuovo pullman targato Menarinibus rappresenta l’ingresso dell’Industria Italiana Autobus sul mercato internazionale del trasporto pubblico locale a trazione elettrica.

LA RIPARTENZA

Dopo essere stata acquistata nel 2018 dalla turca Karsan, la Menarinibus era entrata in una profonda crisi finanziaria, è grazie all’intervento statale nel 2019, se il gruppo IIA è riuscito a ritornare in auge diventando portabandiera nella produzione italiana di Bus in ottica transizione ecologica.

“Tutta la produzione – spiega il Chairman a Ceo, Antonio Liguori – è stata riallocata in Italia con l’avvio di un piano di revisione dell’intera gamma nell’ottica della transizione ecologica».

Il piano di rilancio ha già consentito il ritorno al lavoro di cento dipendenti che erano stati collocati in cassa integrazione ed altre duecento assunzioni sono in programma. Nella sede di Bologna, inoltre, è stato ricostituito il reparto ingegneria che ha progettato il primo bus elettrico italiano, mentre l’assemblaggio dei mezzi viene effettuato a Flumeri.

DALL’ITALIA ALL’EUROPA

“Oggi segniamo un passo importante nella transizione verso la mobilità sostenibile – ha detto Vincenzo Colla, assessore allo Sviluppo economico e al lavoro – Non solo siamo di fronte a un bellissimo autobus elettrico destinato a cambiare il trasporto pubblico locale con l’obiettivo ‘emissioni zero’, ma anche perché è stato realizzato da un’impresa che ha una sua base qui a Bologna e che, dopo momenti difficili, ha imboccato con decisione la strada dell’innovazione tecnologica e green. Questo dimostra che dove ci sono investimenti intelligenti, si possono creare prodotti ottimi, si può competere con le migliori esperienze europee e si riesce a garantire buona occupazione sul territorio. Abbiamo quindi fatto bene a contribuire come Regione al finanziamento del progetto. Ora, con le nuove risorse in arrivo dall’Europa, dobbiamo fare un grande investimento nelle reti, fondamentali per lo sviluppo di tutta la mobilità green”.